Il Condominio

Diritto di voto limitato alle spese di riscaldamento

di Edoardo Riccio

Dopo il 18 giugno 2013 spetta all’amministratore procedere alla convocazione dei conduttori. Questi ultimi, già prima avevano diritto di partecipare e votare, in luogo del proprietario dell’appartamento che gli è stato locato, nelle delibere dell’assemblea condominiale relative alle spese e alle modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria. Hanno inoltre diritto di intervenire, senza diritto di voto, sulle delibere relative alla modificazione degli altri servizi comuni.

A differenza della disciplina antecedente, invece, la riforma del condominio, in caso di assenza dovuta a mancata convocazione, lascia la possibilità al conduttore di impugnare la deliberazione.

Si ricorda che, trascorsi trenta giorni dalla comunicazione del verbale, la delibera è sanata e non è più possibile impugnarla per questo vizio. I presenti in assemblea, pertanto, dovranno cautelativamente sospendere ogni discussione se fosse accertato che l’amministratore non ha proceduto alla convocazione.

Il diritto di voto in capo ai conduttori potrebbe cambiare il quorum necessario per le approvazioni. Infatti, nel caso in cui un condomino avesse la proprietà di più unità immobiliari oggetto di locazione, aumenta il numero degli aventi diritto al voto solo per la parte del riscaldamento (quorum per teste). I millesimi, invece, rimangono gli stessi.


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