Il Condominio

L’avviso? Almeno cinque giorni prima

di Edoardo Riccio

La convocazione dell’assemblea vede modalità rigorose. L’avviso, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per la prima adunanza.

In assemblea non sarà possibile discutere punti non previsti nella convocazione.

Nelle “varie ed eventuali” possono essere affrontate solo materie da porre in discussione in una prossima assemblea oppure aggiornamenti da parte dell’amministratore su attività in corso.

I condomini che volessero discutere qualche punto in particolare potranno fare richiesta all’amministratore il quale, tuttavia, sarà obbligato a inserirlo all’ordine del giorno solo se l’istanza è stata sottoscritta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell’edificio. Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i condomini possono provvedere direttamente alla convocazione.

Nel caso in cui i punti in discussione siano tanti, l’amministratore potrà prevedere più riunioni consecutive. Queste, per giovarsi del quorum più basso della seconda convocazione, dovranno tenersi tutte entro i dieci giorni dalla data indicata per la prima convocazione.

La convocazione potrà avvenire solo a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano.

La raccomandata potrebbe anche non avere l’avviso di ricevimento ma, in questo caso, non si ha la prova della ricezione dell’avviso nei termini. In caso di assenza del destinatario, la consegna si considera avvenuta quando il portalettere immette avviso nella cassetta della posta.

Lo strumento della mail può essere utilizzato solo ove la comunicazione avvenga dalla Pec dell’amministratore alla Pec del condomino. La spedizione da Pec a mail ordinaria (o viceversa)non rispetta il dettato normativo. Neppure può avere valore la mail ordinaria del condomino che, in risposta, dichiara di avere ricevuto il tutto.

La consegna della convocazione a mezzo avviso immesso nelle cassette delle lettere a cura dell’amministratore non è mai stata idonea a provare la consegna. Dopo l’entrata in vigore della riforma, questo strumento non può nemmeno definirsi conforme a legge. Infatti, la “consegna a mano” presuppone la firma per ricevimento da parte del condomino o di un famigliare convivente.

Del tutto nuova è la possibilità di ricorrere al fax. In questo caso la prova della consegna nei termini è costituita dal report di trasmissione.

Le violazioni delle norme in materia di convocazione e dello svolgimento dell’assemblea espongono le delibere all’impugnazione entro trenta giorni da parte dei dissenzienti, degli astenuti e degli assenti.


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