Il Condominio

Contro la pubblicità in casella un cartello fuori dal portone

di Edoardo Valentino

Negli ultimi anni si è assistito alla proliferazione di un fenomeno ben noto a chi risiede in condominio o ne è amministratore: la pubblicità in buca. L’eccesso di depliant causa spesso una vera e propria ostruzione della casella postale dei condòmini, inoltre la gran parte del materiale viene gettato nella raccolta differenziata, venendo a costituire un costo aggiuntivo per lo stabile in termini di tassa sui rifiuti.

Non è possibile, però, che una pubblica amministrazione vieti con ordinanza la distribuzione di materiale pubblicitario in quanto tale norma violerebbe i principi costituzionali di eguaglianza e libertà dell’iniziativa economica privata (articoli 3 e 41 della Costituzione). Tale principio è stato espresso in una sentenza del Tar Lombardia con la sentenza numero 1133 del 21 giugno 2012 che affermava che «la distribuzione di volantini a mano lungo le strade e in generale nei luoghi pubblici, anche in prossimità degli edifici (ove sono collocate le bussole che ospitano la posta ed il materiale pubblicitario) è un’attività essenzialmente libera, e l’amministrazione non vanta poteri regolatori suscettibili di incidere direttamente nel rapporto tra gli operatori commerciali e i potenziali clienti».

Come, quindi, difendersi da questa invasione cartacea? Anzitutto affiggendo un’insegna al di fuori dello stabile comunicando la volontà dei comproprietari di non ricevere la pubblicità e avvertendo che la consegna di opuscoli può integrare il reato di cui all’articolo 660 del Codice penale (molestia o disturbo alle persone). Ulteriore difesa introdotta dal Decreto Sviluppo del 2011 è la possibilità per i cittadini di inserire il proprio indirizzo nel Registro Pubblico delle Opposizioni, fino ad allora utilizzato solo per limitare la pubblicità telefonica (ancora, però, in attesa del regolamento attuativo).

Nel caso in cui non vi fosse unanimità sul blocco della pubblicità, che potrebbe invece essere voluta da alcuni condòmini, si potrà deliberare l’istituzione di una casella postale esterna al condominio, deputata unicamente alla consegna dei dépliant informativi.

Infine, una soluzione ottimale parrebbe quella di dotare lo stabile di un indirizzo di posta elettronica certificata (a libero accesso da parte dei condòmini) al quale le aziende potrebbero inviare le pubblicità senza tempestare di volantini le caselle postali di tutti i condòmini.

In ogni caso l’amministratore dovrà inserire nell’ordine del giorno dell’assemblea condominiale la volontà di istituire la casella postale condominiale dedicata alla pubblicità (sia questa fisica o informatica) e farsi parte diligente per la creazione della stessa in caso di voto positivo dei condòmini.


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