Il Condominio

Il sottosegretario Cosimo Ferri: «Serve tempo per giudicare la riforma»

di Saverio Fossati

Nel complesso le nuove norme sono state assimilate, ma alcune risultano inapplicabili o addirittura poco pratiche. Cosimo Ferri, il sottosegretario alla Giustizia che ha già seguito una prima norma di correzione nel 2013, risponde così ai dubbi più comuni.

L’amministratore non sempre riesce a tenere dietro a tutti gli obblighi della legge sulla formazione.

Mi rendo perfettamente conto che riuscire a seguire le evoluzioni normative rappresenta un impegno serio e gravoso, ma la formazione continua è un aspetto qualificante della riforma sul condominio. Abbiamo puntato molto sulla competenza e sulla professionalità degli amministratori, e, in tale contesto, l’aggiornamento è un elemento imprescindibile. Se vogliamo che il condominio sia improntato a una gestione manageriale, dinamica e professionale, non possiamo arretrare di un solo centimetro sulla preparazione e sull’aggiornamento di chi è chiamato ad amministrare.

Quanto al rinnovo automatico della nomina, non è mai stato chiarito come funziona: per un anno, per sempre, con assemblea o senza?

Non vedo alcuna incertezza giacché l’articolo 1129 è esplicito nell’affermare che l’incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. Se l’assemblea non si esprime in senso difforme a termine del primo anno, il rapporto si proroga ex lege all’anno successivo.

Le norme sul supercondominio, però, sono di fatto in applicabili, per le troppe incertezze sul meccanismo dei rappresentanti.

La norma di riferimento è l'articolo 67 delle disposizioni di attuazione del Codice civile, il quale, in sostanza, prevede, per i casi di supercondominio (articolo 1117-bis) che ciascun condominio designi, con la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio, il proprio rappresentante all’assemblea per la gestione ordinaria delle parti comuni a più condomìni e per la nomina dell’amministratore. In mancanza, ciascun partecipante può chiedere che l’autorità giudiziaria nomini il rappresentante del proprio condominio. La norma è stata resa necessaria dalla sostanziale impossibilità di funzionamento dei complessi supercondominiali la cui gestione era spesso materialmente preclusa dal disinteresse e dall’assenza dei condomini alle relative assemblee in partecipazione numerica utile a raggiungere il relativo quorum deliberativo, con conseguente impasse gestionale. La prassi applicativa potrà dare conto della bontà della soluzione normativa adottata o della necessità di rimedi o di creazione di sistemi alternativi.

Parliamo del sito internet del condominio. Tutti lo vogliono ma poi nessuno lo paga, la gestione e l’aggiornamento richiedono personale qualificato, spese che ricadono sull’amministratore.

È un’ulteriore possibilità che il legislatore ha rimesso alla libera scelta dei condomini. Anche qui, non si tratta di un insuccesso della norma quanto piuttosto di una possibilità che, sono convinto, magari non subito ma probabilmente tra qualche anno, troverà una applicazione crescente.


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