Gestione Affitti

Tasse sugli immobili commerciali locati, qualcosa si muove

di Giorgio Spaziani Testa

È iniziato il percorso che porterà, a fine anno, al varo della manovra economica per il 2017. Anche in vista di questo appuntamento, nei mesi scorsi Confedilizia ha messo in evidenza – in ogni sede – la necessità di una riduzione del carico fiscale sugli immobili, che rimane elevatissimo anche dopo l’inversione di tendenza impressa con la legge di stabilità dello scorso anno.

Gli interventi più urgenti sono molti: dalla detassazione degli immobili non abitativi locati all’aumento della deduzione per i redditi da locazione; dalle misure per gli affitti a canone calmierato (stabilizzazione ed estensione della cedolare del 10%, limite alle aliquote Imu-Tasi) alla soppressione dell’Irpef per gli immobili non locati; fino all’eliminazione dell’imposizione sui canoni non riscossi.

Ma Confedilizia ha da tempo individuato una priorità (fermo restando il resto) nella detassazione degli immobili commerciali locati, come negozi e uffici. E su questo piano qualcosa inizia a muoversi.

Il commercio e l’artigianato si sviluppano per lo più in locali di proprietà di tanti piccoli risparmiatori che investono negli immobili commerciali i frutti del loro lavoro. E lo stesso discorso vale per molti uffici.

Da molto tempo, la redditività di questi beni è del tutto inesistente e i proprietari cercano di disfarsene. L’insieme di ben sette tributi (Irpef, addizionale comunale Irpef, addizionale regionale Irpef, Imu, Tasi, Registro, Bollo) porta ad erodere tra il 60 e l’80% del canone di locazione. Se si aggiungono le spese, si può arrivare al 100%. E poi c’è il rischio morosità.

Anche per questo, nelle strade delle nostre città aumentano ogni giorno i locali vuoti e spesso abbandonati: se ne stimano 650mila, un terzo del totale.

È urgente intervenire con misure di detassazione, pena l’aggravarsi della crisi del commercio, il crescere del degrado e l’aumento dei rischi per la sicurezza. Dovrebbero essere valutate riduzioni sia dell’imposizione patrimoniale, attraverso uno specifico limite di legge alle aliquote Imu e Tasi, sia di quella erariale, con l’introduzione di una cedolare secca, che nel 2011 Confedilizia ha ottenuto per le locazioni abitative e che ha dato risultati molto soddisfacenti.

Poiché lo spazio (e il coraggio) per l’adozione di misure forti – che pure sarebbero necessarie – è difficile da trovarsi, Confedilizia ha proposto al Governo di accettare almeno l’idea di procedere per gradi, prevedendo inizialmente un regime fiscale più favorevole – attraverso una cedolare secca – in caso di apertura di nuove attività economiche, eventualmente da parte di giovani. E il Governo ha dato una prima risposta – positiva – con il viceministro dell’Economia Enrico Morando, che nel corso del nostro tradizionale convegno di Piacenza, in settembre, ha assunto un impegno forte sul punto.

Anche in Parlamento comincia a muoversi qualcosa, come dimostra una risoluzione bipartisan approvata qualche giorno fa dalla Commissione Finanze della Camera dei deputati.

I segnali ci sono, ora bisogna agire.

Presidente Confedilizia

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