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In sofferenza le locazioni di uffici, bene quelle degli immobili residenziali

di A.D’A.

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Al termine del lockdown le locazioni di immobili a destinazione direzionale, ovvero le sedi preposte alla direzione e all'organizzazione di enti e società come centri di servizi, banche e uffici, mostrano chiaramente i primi segnali di cedimento. L'indagine, tutt'ora in corso, avviata da Confedilizia Treviso, mostra che il 33% dei conduttori ha manifestato la richiesta di sospensione o di riduzione del canone di locazione.

Attenzione al settore direzionale in sofferenza
«Siamo ben oltre i, purtroppo, normali problemi locativi degli uffici – spiega Carlo Garbuio, responsabile dell'ufficio studi di Confedilizia Treviso – e l'allerta è massima”.
L'attenzione ora è tutta, a ragione, sulle attività commerciali, ma l'attività di approfondimento avviata da Confedilizia Treviso intende rilevare come anche il comparto direzionale meriti quella particolare attenzione che, si spera, possa servire a prevedere e limitare al massimo conseguenze negative per i proprietari e la collettività.

Bene le locazioni di immobili residenziali
Al contrario invece le locazioni di immobili residenziali dimostrano di non soffrire, per il momento, degli effetti del blocco dovuto al coronavirus. Il monitoraggio avviato sempre da Confedilizia Treviso mostra, alla data del 30 aprile, come nella sostanza non ci siano segnali di allarme per le locazioni degli immobili residenziali.

«Il 97% delle locazioni residenziali prosegue tranquillamente – la precisazione di Carlo Garbuio – il 3% di problemi rientra nel, purtroppo, normale rischio di qualsiasi contratto di locazione».«Per il 38% dei proprietari – continua – la locazione è la principale fonte di reddito, l'attenzione va mantenuta quindi comunque ai massimi livelli per limitare al massimo gli effetti sociali di una eventuale crisi che possa manifestarsi in un futuro anche prossimo».


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