Dalle Associazioni

Dal tavolo sul Registro amministratori i commenti delle Associazioni

All’incontro di giovedì a Roma, organizzato dal sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, hanno parteicpato 38 associazioni di categoria. In particolare, oltre a quelle le cui analisi sono state riportate sul Quotidiano del Sole 24 Ore - Condominio di ieri , Abiconf ha espresso il proprio parere favorevole alla istituzione di un registro telematico degli Amministratori di condominio che si coordini nel sistema associativo con la legge 4/2013 per quanto alle associazioni professionali che attestano la qualità dei propri iscritti.
«L'ipotesi di costituire un registro pubblico per gli amministratori di condominio “desta più di una perplessità» e va «nella direzione della burocratizzazione e dell'aumento degli oneri per il condominio». Lo afferma in una nota il Coram-Coordinamento amministratori rilevando che «per la costituzione dell'ipotizzato registro pubblico, gli amministratori di condominio dovrebbero comunicare al Ministero i propri dati anagrafici; i dati relativi al regime fiscale seguito; l'elenco degli immobili amministrati; i riferimenti dell'associazione presso la quale hanno svolto i corsi di formazione. Successivamente, dovrebbero comunicare ogni variazione dei dati come, ad esempio, l'acquisizione di un nuovo condominio». Inoltre «il registro dovrebbe prevedere una tassa a carico degli iscritti. Si tratta - osserva il Coram - di elementi che destano più di una perplessità e che vanno nella direzione della burocratizzazione e dell'aumento degli oneri per il condominio. Tanto è vero che, interpellati nei mesi scorsi in merito a tali anticipazioni, oltre il 65% di coloro che hanno risposto si è dichiarato contrario all'ipotesi».
«La gran parte delle associazioni presenti - dice Andrea Tolomelli, presidente di Abiconf - Amministratori Beni Immobili Confcommercio - ha espresso sostanzialmente parere favorevole al registro degli Amministratori sulla base delle proposte di massima del sottosegretario Morrone salvo un marginale gruppo che ha espresso proposte difficilmente attuabili nell'immediato. Si conferma cosi, l'attualità e la centralità della tematica che la nostra associazione ha voluto rilanciare ponendo al centro del proprio convegno in Roma dello scorso 12 aprile la professione di noi amministratori ed il risveglio del nostro orgoglio di categoria. Sono sicuro che tutti assieme con anche il contributo dei più scettici alla proposta potremmo lavorare per ottenere un ulteriore tassello verso la salvaguardia della professionalità degli Amministratori, abbandonando interessi “partitici” e puntando viceversa all'interesse della categoria che si fonda sul principio del reciproco rispetto anzitutto».
Secondo Matteo Rezzonico, presidente di Fna (pure aderente a Confcommercio) «Occorre che le associazioni professionali di amministratori valutino bene quale sia l'idea del Ministero. L'istituzione di un registro degli amministratori di condominio, in cui ciascun professionista si autocertifica, potrebbe non essere un utile supporto al consumatore che deve scegliere a chi affidare la gestione di una proprietà immobiliare. Crediamo al contrario che vada tutelato il ruolo di formazione e garanzia svolto dalle associazioni che rappresentano i propri iscritti». Per esempio - prosegue Rezzonico - l'istituzione di un registro telematico degli amministratori professionisti in cui il singolo professionista si autocertifica crediamo non sia uno strumento di riconoscimento della professionalità. Lo strumento può semmai avere altre finalità, magari valenza fiscale per lo Stato, ma riteniamo sia inutile ai tini di una maggiore tutela del mercato della concorrenza e dei consumatori. Siamo comunque disponibili a verificare le nostre posizioni mano a mano che la norma sarà sviluppata e si comprenderà nel dettaglio il funzionamento della nuova piattaforma. E teniamo a porre l'accento sulla centralità del ruolo svolto dalle Associazioni che rappresentano gli amministratori di condominio e la proprietà sia nella formazione (iniziale e continua) di chi è chiamato a gestire una proprietà per conto terzi sia nella tutela della concorrenza e del consumatore finale».
Luigi A. Ciannilli, presidente di Confai, ha affermato che «Nel ringraziare e condividere l'iniziativa assunta dal Sottosegretario di Stato alla Giustizia, On. Jacopo Morrone, nel convocare le associazioni degli Amministratori di immobili e Condomini iscritte nell'elenco del Mi.S.E. ai sensi della L. 4/2013 si conferma l' ‘assenso' della nostra. Associazione alla formazione di un “Registro” nazionale degli Amministratori – mentre si resta in attesa di una bozza riguardante i contenuti». Ciannilli ha anche ricordato la necessità di aggiornare i dati delle Entarte sui numeri di amministratori professionali e che amministrano solo il condomino in cui abitano, e ha riproposto «L'introduzione di un sistema di controllo per quanto riguarda la collocazione della “targa coi dati dell'amministratore”, da apporre (V° comma art. 1129 CC) ad ogni ingresso principale del condominio e ha citato l'esempio e l'efficacia del Comune di Milano che, sin dal 1999, recepì il principio nel proprio “Regolamento Edilizio comunale” – sia per ragioni di ‘sicurezza', in caso di necessità e urgenze, e sia per ‘scoraggiare' auto-amministrazioni per le motivazioni prima esposte». Confai ha anche ricordato la necessità di creare le condizioni attuative di quanto contemplato all'ultimo comma dell'art. 1135 CC «Al fine di prevenire “amministrativamente” (in coordinamento con Ministero degli Interni), e prima di attivare interventi atti a garantire la “pubblica sicurezza” con l'impiego delle FF.OO. e dell'Esercito, situazioni di “degrado ambientale” nelle periferie (e ormai non più solo nelle ‘periferie') delle città».


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