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Anaci, dal 7 al 9 giugno il congresso per il riconoscimento della professione

Riconoscimento della professione,formazione europea ed equo compenso: sono alcuni dei temi centrali del congresso nazionale di ANACI, in svolgimento dal 7 al 9 giugno a Bari. «È necessario gestire adesso le prossime direttive europee piuttosto che subirle tra quattro anni», spiega il presidente nazionale Francesco Burrelli che affronta anche temi legati alla categoria come ai cittadini, a partire dalla necessità di garantire maggiore sicurezza e risparmio energetico egli edifici
Per la prima volta nella storia dell'associazione si arriva con un candidato unico alla presidenza, l'attuale presidente Francesco Burrelli, e, sempre per la prima volta, si legge nel comunicato Anaci, i delegati che andranno al voto sono tutti in possesso della certificazione UNI 10801-2016, ovvero un ente terzo che attesta l'elevato livello professionale dei partecipanti.
«L'alto profilo formativo rappresenta una delle chiavi decisive per attestare il valore professionale della categoria che è a sua volta il migliore elemento di garanzia per i cittadini» ha detto Burrelli presentando il congresso. Bari al centro pertanto dei più importanti temi ed argomenti che interessano il mondo degli amministratori di condominio ma anche gli stessi cittadini, visto che si parlerà anche di sicurezza delle parti comuni degli edifici, di fiscalità, di politiche energetiche.
Anaci intende cogliere l'opportunità rappresentata dalla tessera professionale europea che consentirebbe anche agli amministratori italiani l'esercizio della professione nei paesi UE. «Per centrare questo traguardo – dice sempre Burrelli - è necessario che la categoria nel complesso cresca ulteriormente scalando gradi sempre più elevati di formazione per equipararsi agli EQF. La dimensione europea oggi è necessaria e non può essere considerata un orizzonte lontano, basti pensare ad un amministratore di Ventimiglia che non ha accesso professionale nella limitrofa Francia. Del resto l'uniformità ce la chiederà l'Europa stessa con le proprie normative tra quattro anni in tempo immediato, pertanto pensiamo che questi processi indirizzati all'equivalenza professionale sia meglio gestirli ora che subirli in futuro».
Strettamente legata alla formazione è poi la questione relativa alla digitalizzazione dei processi relativi al “condominio digitale” che, secondo Burrelli, è sinonimo di «semplificazione e quindi anche di risparmi in termini economici, di tempo di efficienza e anche di crescita professionale».
Lo sviluppo tecnologico, per il presidente di Anaci è, in generale, un vero e proprio treno da non perdere «Pensiamo solo alle nuove case costruite all'insegna dell'innovazione, della Domotica, le Smart city. Noi amministratori dobbiamo essere assolutamente in grado di gestire l'efficienza di servizi altamente digitalizzati. Per questo abbiamo già sviluppato un progetto di piattaforma on line dedicato alla formazione».
A questo dovrebbe però corrispondere anche un compenso adeguato: «L'equo compenso è un principio legittimo sia per gli ordini professionali che per la nostra categoria, che risponde comunque alla legge professionale del 2016. Non c'è invece un tariffario, non c'è equo compenso per una professione come la nostra investita da enormi responsabilità. I cittadini, attraverso le organizzazioni dei consumatori e della proprietà, devono essere informati e formati nella scelta dell'amministratore professionista con i requisiti stabiliti dall'art.71bis D.A.C.C. e certificati UNI. Abbiamo del resto a che fare con molteplici aspetti che riguardano la gestione del condominio, dalle questioni legali a quelle fiscali da quelle tecniche alla sicurezza, alla comunicazione, all'informatica. Siamo professionisti che esprimono diverse ed articolate competenze, pertanto dal consesso di Bari ci rivolgiamo direttamente alle Istituzioni, affinché, finalmente, l'amministratore Immobiliare sia riconosciuto un professionista al pari degli altri e si prosegua il percorso dell'equo compenso anche agli amministratori regolamentati dalla legge 4/2013».


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