Dalle Associazioni

Appc segnala il rischio stangata sugli utenti dell’acquedotto dei comuni bergamaschi

di Vincenzo Vecchio

Uniacque spa, gestore dei servizi idrici nel bergamasco, ha emanato una circolare (per il volantino diffuso agli utenti cliccare qui ) con la quale chiede agli utenti dell'acquedotto di costituire un deposito cauzionale o, in alternativa, e solo per consumi inferiori ai 500 mq annui, la domiciliazione bancaria delle fatture di addebito.
Avuta la segnalazione da alcuni associati APPC (Associazione Piccoli Proprietari Case) ha aperto immediatamente una vertenza contestando la pretesa di Uniacque. Va ricordato che l’impegno di Appc segue quello del coordinamento degli amministratori condominiali pugliesi, che sta avviando un confronto con l’Acquedotto Pugliese su una serie di temi (si veda il Quotididiano del Sole 24 Ore - Condominio di ieri ).
La contestazione premette che altri gestori degli acquedotti della bergamasca (Servizi Municipali) e del bresciano (Acque Bresciane) non hanno chiesto né domiciliazioni né costituzione di depositi, anzi hanno rimborsato i vecchi depositi ritenendo illegittima la loro costituzione.
L'ufficio legale della Associazione Piccoli Proprietari Case ha motivato la illegittimità della pretesa con le seguenti osservazioni:
1.Uniacque spa è un operatore fornitore di servizio essenziale primario che agisce in regime di monopolio e quindi deve rispettare le norme che vietano la imposizione di clausole vessatorie
2. Si va a modificare il rapporto contrattuale in essere (con i vecchi utenti) in modo unilaterale e ciò è illegittimo. Si tratta, tra l'altro, di clausola vessatoria che andrebbe approvata con espresso richiamo nel contratto e sottoscritta esplicitamente e a parte.
3. Il richiamo che nel volantino di Uniacque si fa alla delibera è generico e in ogni caso la delibera non impone tale obbligo. La delibera dell'Autorità per l'Energia ha una funzione diversa, non di tutela del monopolista, ma del consumatore utente, fissa infatti dei limiti oltre i quali anche la clausola vessatoria sarebbe illegittima ancorché accettata dal contraente debole
4. Si violano le disposizioni del Dpcm 29 agosto 2016 in modo palese, norma comunque successiva e superiore alla delibera dell'Autorità richiamata.
5. Si crea conflittualità sociale in quelle situazioni in cui è già difficile pagare le forniture alla regolare scadenza facendo scattare di fatto la solidarietà anticipata per le morosità nel condominio. Il paradosso è che i contribuenti in regola con i versamenti delle quote condominiali sarebbero chiamati a pagare, anticipatamente, per i morosi. Negli immobili condominiali inoltre si costringe a violare la norma relativa ai fondi che ne vieta la costituzione trattandosi di un fondo di garanzia per un servizio a ripartizione a consumo individuale.
6. In caso di insolvenza di Uniacque spa i consumatori perdono il diritto al rimborso del deposito cauzionale, infatti il deposito va a confluire nel patrimonio dell'ente e non è segregato per la finalità specifica.
7. L'addebito automatico bancario espone, in caso di fatture esorbitanti, possibili per eventuali perdite occulte o errori di lettura dei consumi, al vuotamento del conto corrente impedendo all'amministratore di individuare le priorità nei pagamenti.
Conclude la lettera di contestazione invitando gli utenti interessati a contestare la pretesa mandando una raccomandata utilizzando se credono il modello predisposto dalla associazione.
A seguito della contestazione Uniacque ha aperto un confronto con gli organi dell'associazione e dal primo incontro avvenuto il giorno 8 marzo è emersa la necessità di ulteriori approfondimenti. In quell'incontro è stata chiesta dal Presidente di APPC la sospensione del provvedimento in attesa di ulteriori chiarimenti.


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