Dalle Associazioni

Confai: amministratori pronti a collaborare contro il degrado urbano

Pubblichiamo il testo integrale della lettera che il presidente di Confai, Luiigi A. Ciannilli, ha inviato al ministro dell’Interno

Al Ministro degli Interni
e p.c. Il Sole 24 Ore - Quotidiano del 'condominio'


Sig. Ministro,
con riferimento al Suo recente provvedimento di incrementare la vigilanza delle FF.OO. per il recupero delle zone degradate della città, e alla sua recente visita a Ferrara, nella quale questo problema tocca ormai da decenni la zona GAD - Quartieri: Giardino - Arianuova - Doro, sempre sottovalutata dalla locale Amministrazione sino a raggiungere lo stato di invivibilità attuale, desideriamo evidenziarle che la legge di Riforma del Condominio n° 220/2012, entrata in vigore il 13-6-2013, alla cui stesura la nostra associazione - iscritta e riconosciuta al Mi.S.E., tra le “Associazioni e Professioni non organizzate”, ai sensi della L. 4/2013 - ha collaborato, suggerendo l'inserimento del comma 6° all'art. 1135 ex CC, prendendo spunto proprio dalla situazione del GAD di Ferrara.
In tale legge, al comma e art citati, si legge testualmente: <<L'assemblea (del condominio) può autorizzare l'amministratore a partecipare e collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati, anche mediante opere di risanamento di parti comuni degli immobili nonché di demolizione, ricostruzione e messa in sicurezza statica, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio è ubicato>>.
Più e più volte, in questi anni trascorsi dall'entrata in vigore della Legge, tale comma è stato rappresentato – essendo tra l'altro un avvocato – al Sindaco di Ferrara, ad alcuni suoi assessori, della ‘casa' e ‘servizi sociali' e ad altri soggetti istituzionali, come la Prefettura e la Questura. Indicando il percorso da seguire per una sua implementazione e sperimentazione “operativa” e coinvolgendo i soggetti di riferimento preposti nelle zone indicato, ovvero gli Amministratori di condominio. Dato che in genera il ‘degrado' ha inizio quando si inizia col consentire e tollerare l'affittanza, o addirittura sub-affittanza in nero, di molti alloggi.
Altro argomento che la citata Legge 220/2012 ha regolamentato, all'art. 1130 – punto 6, è la tenuta del “Registro di anagrafe condominiale”, riportante i dati aggiornati della “proprietà” e degli “inquilini”, grazie al quale è facilmente ricostruibile la situazione abitativa riguardante ogni stabile con minimo 2 proprietari (già soggetti all'obbligo di attribuzione di ‘codice fiscale' da parte dell'Agenzia delle Entrate del territorio e classificato come ‘condominio minimo').
Ma, è noto, purtroppo, le leggi nel nostro Paese – a partire dalla Legge fondamentale, la Costituzione – l'importante è ‘scriverle'. L'applicazione e controlli sulla loro osservanza avviene prevalentemente, se non esclusivamente, al verificarsi di una violazione. Se di rilevante entità,
E allora ecco che ogni giorno, nelle pagine della cronaca dei giornali e dei Tg, i problemi delle zone degradate, non solo a Ferrara, ma a Roma, a Milano a Napoli e in molte altre città, occupano gli spazi che occupano e destano scalpore ritenendoli di difficile o impossibile soluzione, dopo che li si è lasciati maturare e incancrenire per poi classificarli come problemi di …”ordine pubblico”.
Ci rendiamo pertanto disponibili, se questa nostra proposta venisse condivisa, a dare quel contributo di indicazioni e collaborazione operativa - come offrimmo all'Amministrazione comunale ferrarese, e 'silenziosamente' declinata - per una sperimentazione.
Ringraziando per l'attenzione e in attesa di un Vs. gradito riscontro a riguardo, giungano
distinti saluti.


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