Dalle Associazioni

Libretto del fabbricato, le associazioni prendono posizione

Sul «librettto del fabbricato» continua la discussione: per Anaip è ammissibile se «aggiornato e poco costoso». «Nell'Italia che puntualmente si muove seguendo l'onda dell'emotività ecco che solo il crollo dell'ennesima palazzina, quella di Torre Annunziata, riporta all'attenzione il problema della sicurezza statica degli edifici, così come è accaduto anche a seguito degli ultimi terremoti. Dopo qualche mese tutti rimuovono il problema, che al contrario continua a sussistere ed esiste da decenni, coinvolgendo numerosi edifici in condominio presenti sul territorio nazionale». Lo dichiara Giovanni De Pasquale, Presidente nazionale dell'Anaip (Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari Professionisti). «Bene che il Ministro Delrio voglia il certificato sulla sicurezza statica degli edifici, oltre a quello energetico – sostiene De Pasquale – come ANAIP non siamo contrari, ma questo non vuol dire che gli strumenti siano statici “fascicoli del fabbricato” o “libretti”, demandando ai vari Ordini professionali ogni decisione in merito al loro contenuto come si era cercato di fare inserendolo nell'attuale Legge 81/2017 con una delega sussidiaria data loro dal Governo, procedura assurda che fortunatamente siamo riusciti a fermare anche con il sostegno di altre Associazioni.Chiediamo, invece, al Ministro Delrio di riunire attorno ad un tavolo, in tempi brevi, tutti i soggetti chiamati in causa: le Associazioni degli Amministratori immobiliari e condominiali, come la nostra, quelle della Proprietà, del comparto edile e gli Ordini professionali di riferimento. Come abbiamo ribadito in diverse occasioni, basterebbe che già si ottemperasse a quanto previsto dagli articoli 17 e 28 previsti nel Testo Unico n. 81/2008, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e alla stesura del DVR (Documento Valutazione Rischi), essendo il Condominio a tutti gli effetti un luogo dove quotidianamente ci sono persone che a vario titolo svolgono un'attività lavorativa e alle quali devono, già oggi, essere forniti tutti i dati relativi anche alla sicurezza statica dell'edificio. Qualunque futuro strumento per definire il tipo di certificazione richiesta dal Ministro Delrio – puntualizza il Presidente dell'ANAIP – lo si deve individuare tenendo conto che per essere efficacie necessita di un costante aggiornamento, che non si possono appesantire con costi esorbitanti i condòmini, né gli amministratori con ulteriori incombenze. In più, come Associazione di categoria chiediamo che, nel momento in cui vi è un documento stilato da un tecnico preposto, l'amministratore venga esonerato da qualsiasi responsabilità ed i condomini obbligati a fornirgli tutta la documentazione idonea a dimostrare che le modifiche eseguite nella loro proprietà privata non comportano alcun pregiudizio statico per la sicurezza dell'edificio e per l'incolumità degli altri condomini, questo ogni volta che eseguono dei lavori all'interno la propria abitazione. Ma non meno è fondamentale incrementare l'attuale “sismabonus” con ulteriori incentivi ed agevolazioni fiscali, specialmente per quanto riguarda le costosissime indagini diagnostiche necessarie a determinare la situazione statica di molti edifici. Infine, viste le alte temperature, invitiamo i condomini a non appesantire i solai di balconi e terrazze con le piscine gonfiabili».
Molto articolata anche la riflessione di Gabriele Bruyère, presidente nazionale dell’Uppi, riferendosi alla proposta del ministro Delrio di allegare il libretto di fabbricato nei contratti di locazione: «Ha evidentemente dimenticato il ministro, o non lo ha mai saputo, che l'UPPI per prima, tra le associazioni della proprietà maggiormente rappresentative a livello nazionale, già nel convegno tenutosi a Pavia nel mese di Giugno 1994 ha presentato su iniziativa dell'allora Segretario Generale Arch. Carlo Scalcione la proposta di dotare tutti gli edifici italiani di un “Libretto del Fabbricato” nel quale si dovevano inserire
obbligatoriamente tutti i dati catastali, urbanistici e di sicurezza relativi allo stabile, e ciò ai fini di documentare la sua vita e la sua regolarità anche ai fini sismici. Il Libretto del Fabbricato fu poi sviluppato e presentato definitivamente ed ufficialmente a Bologna nel mese di Novembre 1997 in apposito convegno cui seguirono numerosi convegni e fu successivamente inviato alla Presidenza del Consiglio e all'allora Ministero dei Lavori Pubblici, ritenendo il libretto immobiliare un documento indispensabile per la casa ed
oggetto di vari dibattiti oltre che di una campagna di sensibilizzazione compiuta attraverso la stampa sia locale che nazionale. Da ciò è scaturito il disegno di legge n. 4339 bis presentato al Senato in data 15 Novembre 1999 a firma del Ministro dei Lavori Pubblici e per iniziativa dell'allora Sottosegretario di Stato Mattioli intitolato “Messa in sicurezza del patrimonio edilizio”. La proposta di legge era seguita dopo i crolli di Foggia e Roma, e si proponeva, richiamando il lavoro dell'UPPI, di curare principalmente la sicurezza dei
fabbricati sia nel controllo della rispondenza a criteri statici che nel controllo della sicurezza degli impianti. In tale proposta di legge si prevedevano due fasi per la stesura del libretto di fabbricato, una prima fase di monitoraggio e di esame delle documentazioni disponibili, destinata ad attivare una anagrafe informatizzata del patrimonio edilizio. Una seconda fase, dopo quella ricognitiva, prevedeva una “messa in sicurezza” del fabbricato. Era stata presentata anche una ulteriore proposta di legge a firma Lucio Testa, deputato, anche questa con attenzione soprattutto alla sicurezza statica degli edifici, che prevedeva anche facilitazioni fiscali per interventi volti a questo scopo, come proposto dall'UPPI. Il libretto immobiliare era sicuramente l'inizio di una svolta culturale finalmente a favore della prevenzione. Ed infatti la proposta di legge prima richiamata recitava: il libretto immobiliare “conterrà tutte le informazioni riguardanti la statica degli edifici e degli
impianti, le notizie storiche, architettoniche e funzionali necessarie per riconoscere i possibili rischi ed agire di conseguenza”, riportando esattamente quanto espresso dall'UPPI ideatrice del “Libretto del Fabbricato”. Il disegno di legge si è arenato in parlamento anche per l'opposizione del tutto ingiustificata di alcuni parlamentari».


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