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Confai: rischi per il condominio dall’amministratore «fai da te»

Dati i precedenti e le obiezioni da sempre sollevate in tema condominiale, afferma il presidente di Confai Luigi A. Ciannilli «Non ci meraviglia la posizione contraria di Confedilizia al “Registro degli Amministratori”. Soprattutto e in particolare degli “autoamministratori” che, alla data del 5 Luglio 2010 (si veda il Sole 24 Ore del 5 luglio ), mentre i nuovi dati aggiornati sono attesi da oltre 3 anni da parte dell'Agenzia delle Entrate, gestivano ben 277.320 su 1.018.821 condomini censiti in Italia. E, avendo gestito condomìni prima ‘autoamministrati', nei quali “l'attività di tanti amministratori del proprio condominio: una figura apprezzata dai condòmini di tutta Italia”, secondo Confedilizia, chi esercita questo ruolo con vero spirito di sacrificio, e a costi ‘zero' per gli altri condòmini, è il primo a volersi liberare delle responsabilità che ormai incombono sull'amministratore sotto ogni profilo. E, dove ciò non avviene, una semplice controllo gestionale e contabile dell'amministrazione, porta alla luce comportamenti tutt'altro che tranquillizzanti per gli stessi condòmini che, grazie alle ‘falle' contenute nella Legge 220/2012, se dovessero diventare motivo di azioni perseguibili civilmente, penalmente o semplicemente sanzionatorie ai fini fiscali e contributivi, non hanno neppure la possibilità di rivalersi nei confronti dell'amministratore “fai-da-te”: «tanto apprezzato in tutta Italia», come invece è in loro ‘potere' e ‘diritto' verso l'amministratore “professionista”».


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