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Accordo Anaci-Uni: maggiore presenza degli amministratori nell’attività di normazione


Il protocollo siglato dai Presidenti Burrelli e Torretta, comunica ANACI, consentirà anche una più ampia diffusione della cultura della normazione, soprattutto a vantaggio dei cittadini condomini. Aumentare l'autorevolezza degli amministratori condominiali nell'ambito della normazione nazionale e consentire una diffusione ancora più ampia della stessa cultura normativa: sono i presupposti, afferma ANACI, con cui nei giorni scorsi ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) e UNI hanno siglato un accordo che guarda lontano, permettendo agli amministratori di affermarsi, con un ruolo forte, di primo piano, nel mondo della normazione tecnica volontaria.
L'intesa muove da una consapevolezza che affonda le proprie radici nella recente esperienza compiuta nel corso dei lavori di aggiornamento della norma UNI 10801 “Requisiti di conoscenza, abilità e competenza degli amministratori di condominio”, durante la quale è emersa l'opportunità di una maggiore presenza delle esigenze degli amministratori nelle attività di normazione UNI, soprattutto per quanto concerne quelle tecniche riguardanti il settore immobiliare, dell'impiantistica, dei servizi abitativi. Istanze che potrebbero trovare una risposta adeguata nella possibilità, da parte di Anaci, di nominare propri esperti nei gruppi di lavoro che mettono a punto le norme tecniche UNI.
Il Presidente di ANACI Francesco Burrelli spiega che «Oggi la figura dell'amministratore è più complessa di un tempo, per cui la sua preparazione deve comprendere vari settori , dalla casa, al condominio, alla città, al risparmio energetico e deve confrontarsi continuamente con nuove leggi e normative, che regolano il contesto in cui si colloca il condominio. Ecco perché è fondamentale il nostro accordo con UNI, che ci offre, di fronte a tutti i nostri interlocutori, una autorevolezza ancora più solida. Del resto - prosegue sempre Burrelli - in base a una recente sentenza della Cassazione, anche le società possono adesso amministrare i condomìni, per cui il mercato cui facciamo riferimento è sempre più ampio e variegato. Inoltre diventa sempre più importante, per una buona gestione dell'attività, anche il supporto dei proprietari e gli inquilini. Il nostro obiettivo, più facilmente raggiungibile dopo questa intesa, è quello di sviluppare una cultura sociale molto ampia del condominio, da opporre alla conflittualità che spesso ne caratterizza la vita».
«Un amministratore condominiale che faccia propri i principi e i valori della normazione tecnica - spiega Piero Torretta, Presidente UNI- può offrire un servizio qualitativamente superiore ai condomìni gestiti. Inoltre comunicando efficacemente la loro conformità alle norme UNI - e penso agli ascensori, agli impianti antincendio, ai serramenti - riuscirà a farli percepire come una garanzia di buon funzionamento, di ottimale conservazione e di aumento di valore per l'immobile, che spesso costituisce l'investimento più importante di una vita».
L'accordo, tuttavia, non si ferma ai soli aspetti tecnici, investendo infatti anche quelli di carattere culturale, promuovendo quella cultura della normazione sinonimo di qualità, sicurezza, rispetto ambientale, nonché garanzia delle prestazioni pattuite. Una cultura che, secondo ANACI, va estesa capillarmente non solo tra gli stessi amministratori condominiali, come è ovvio, ma anche tra i clienti/committenti, affinché la convivenza tra condomini possa essere certificata da norme a 'regola d'arte'.


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