Dalle Associazioni

Massimo Ginesi al Centro Studi Anap

di Deborah Annolino

Il nuovo anno si apre con l'ingresso in ANAP del professionista ligure investito della carica di “Componente del CSN” e “Direttore CS Regione Liguria”
L'Associazione Nazionale ANAP ha fortemente caldeggiato la sua presenza tra i componenti del Centro Studi Nazionale. Quali motivazioni l'hanno spinta ad accettare questo incarico insieme a quello, principale, di Direttore del CS Regione Liguria?
Ho percepito in Anap, ed in particolare nel suo Centro Studi Nazionale, un clima molto disteso ed un modo di lavorare e di confrontarsi aperto, sereno e giovane, con il principale scopo di crescere e di approfondire temi utili per l'associato. Mi sono piaciute le dinamiche interpersonali ed il fatto che ognuno si metta in gioco, in maniera dinamica e propositiva, senza aver paura del confronto o della critica che divengono invece momento di crescita per tutti. Fermo il rispetto dei ruoli di ciascuno non ho percepito atteggiamenti gerarchici. Tutte dinamiche che trovo molto promettenti e di cui, negli ultimi anni, ho molto sentito la mancanza.
Come valuta, sebbene sia un po' prematuro, la struttura e il funzionamento del Centro Studi ANAP?
Ho grande stima del Direttore avv. Saraz e questo per me è già una garanzia; ovviamente devo ancora prendere pieno contatto con la realtà del Centro Studi ma, per quel che ho potuto percepire inizialmente, valuto molto positivamente il continuo scambio di informazioni, la condivisione delle idee e dei problemi e la valorizzazione delle risorse di ciascuno, così come mi paiono assai utili le iniziative formative e informative verso gli associati. Mi pare poi che i programmi futuri prevedano, a breve, numerose iniziative di grande interesse che non possono che essere stimolo ad impegnarsi.
Quali iniziative vorrebbe attivare in via prioritaria per qualificare la categoria professionale degli amministratori in Liguria?
La Liguria è una terra geograficamente ed umanamente complessa, ove non è facile riuscire a gestire iniziative su scala regionale. Mi piacerebbe comunque creare, con la collaborazione dei dirigenti locali, una squadra scientifica che possa essere punto di riferimento per i dubbi degli amministratori
del territorio, che sia motore di incontri, convegni, momenti di confronto e scambio periodico con chi amministra sul terreno, poichè lo studioso non deve mai perdere di vista la vita pratica dell'associato: il diritto condominiale è materia assai complessa e di non semplice interpretazione ed applicazione, lo dimostra la sempre più vasta ed impegnativa giurisprudenza di legittimità, ma un Centro Studi, specie su base locale, oltre ad approfondire i temi di riferimento deve - soprattutto - poter poi fornire all'amministratore professionista la soluzione operativa ai problemi della vita professionale di tutti i giorni.
E quali attività vorrebbe organizzare a tutela dei condòmini?
I condòmini sono il banco di prova dell'amministratore professionista, ogni giorno. Ritengo che condòmini informati e che ben conoscano le regole che oggi disciplinano la professione siano - nel lungo periodo - la miglior garanzia di lavoro proficuo. Oggi l'amministratore è, finalmente, un professionista riconosciuto dalla legge: è bene che i condomini lo sappiano ed imparino a distinguere.
Secondo lei, rispetto alla formazione professionale, ANAP si distingue (ed eventualmente in cosa) rispetto ad altre associazioni di categoria che operano sul territorio?
Delle iniziative ANAP, specie quelle in programma per un prossimo futuro, apprezzo la flessibilità, la completezza e l'accuratezza, con corsi molto ben strutturati e con eccellente materiale di supporto e, last but non least, anche la garanzia di qualità nel campo dell'insegnamento che offrono i marchi di istituti prestigiosi, con i quali Anap collabora.
La formazione on line è poi strumento che consente al professionista di ottimizzare tempi e risultati nell'adempimento di un dovere oggi obbligatorio per legge così come l'uniformità formativa sul territorio nazionale ritengo sia una marcia in più rispetto a coloro che creano iniziative formative frontali su basse strettamente territoriale.


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