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Confedilizia: Ocse sbaglia sulla tassazione immobiliare


«Ci risiamo. Dopo l'Unione europea, ecco che, puntuale, arriva l'Ocse. La burocrazia internazionale – sempre allineata e coperta, sempre lo stesso club di funzionari finanziato con le nostre tasse – insiste nella pigra ripetizione della solfa sulla necessità che l'Italia sposti la tassazione sugli immobili per favorire la crescita». Lo afferma Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia. E prosegue: «Dobbiamo ripeterci, ma ci costringono. In Italia la tassazione patrimoniale sugli immobili è stata triplicata a partire dal 2012: da 9 a 25 miliardi di euro ogni anno, quasi 100 miliardi di imposte patrimoniali pagate in 4 anni. Non è ancora abbastanza? Nei prossimi giorni presenteremo alcuni dati per dimostrare, noi sì, che la realtà è opposta a quella propalata da Ocse e Commissione europea: le imposte sugli immobili – in particolare quelle di natura patrimoniale, slegate dal reddito – hanno effetti fortemente negativi sullo sviluppo. In Italia se ne sono accorti tutti gli imprenditori che hanno chiuso le loro attività, tutti i cittadini che hanno perso il lavoro, tutte le famiglie che hanno ridotto i loro consumi, tutti coloro che – attraverso l'affitto, distrutto dalla tassazione – avrebbero necessità di quella mobilità del lavoro che la stessa Ocse auspica. I burocrati, invece, no: non se se sono accorti».


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