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Da Confedilizia e avvocati levata di scudi contro le nuove competenze dei Giudici di pace

Contro la devoluzione ai giudici di pace di tutte le cause in materia di condominio, contenuta nel Ddl in eame alla Camera si stanno muovendo anche gli avvocati dell’Anai e Confedilizia.
L'Associazione Nazionale Avvocati Italiani manifesta il «totale dissenso» all'attribuzione alla competenza esclusiva e funzionale del giudici di pace delle cause e dei procedimenti di volontaria giurisdizione in materia di condominio degli edifici.
«L'errore principale è quello di considerare le cause condominiali di semplice trattazione con ciò ignorando che la materia - di recente riformata – riguarda anche questioni di grande valore e di notevole complessità» ha dichiarato il presidente Anai Maurizio De Tilla. «Si pensi alla individuazione e disciplina dei supercondomìni, dei condomìni parziali, dei consorzi, della multiproprietà, dell'intreccio tra condominio, comunione e servitù prediali. Non poche sono, inoltre, le questioni di difficile trattazione sui beni comuni, sull'uso e sulle innovazioni. A volte le questioni condominiali riguardano lavori anche superiori ad un milione di euro con perizie da affidare ad esperti. Complesse sono, altresì, gran parte delle questioni riguardanti i regolamenti contrattuali di Condominio.
I conflitti della giurisprudenza sono molteplici sulla materia condominiale. Sono più volte intervenute le Sezioni Unite della Cassazione (soggettività del condominio, legittimazione, solidarietà, eccetera). Aumenteranno a dismisura gli appelli ed i Tribunali (in seconda istanza) saranno investiti di appelli in un numero che è oggi impensabile. La materia richiede una specializzazione che non può certamente chiedersi alla preparazione di giudici di Pace. Dopo l'improvviso smantellamento effettuato con la revisione della geografia giudiziaria, gli uffici dei giudici di pace funzionano sempre con maggiore difficoltà. Non c'è il processo telematico e i decreti ingiuntivi vengono presentati con modalità cartacea. Trascorre fino ad un anno per ottenerne la emissione».
«Invece che potenziare la giustizia, - ha concluso De Tilla - sembra che al legislatore interessi solo la rottamazione e/o la macellazione delle controversie».
Sulla linea di ferma contrarietà anche il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa:
«Come evidenziato anche dall'Associazione nazionale degli avvocati italiani, il rischio che comporterebbe la devoluzione ai giudici di pace di tutte le cause in materia di condominio – prevista dal disegno di legge sulla magistratura onoraria all'esame della Camera dei deputati – è enorme. Le controversie in una materia in continua evoluzione come quella condominiale – da poco oggetto di una importante riforma – sono particolarmente delicate, poiché interessano diritti fondamentali delle persone e, spesso, questioni economiche di rilevante entità. Sono, inoltre, frequentemente caratterizzate da notevole complessità giuridica, come dimostra il fatto che molte cause, specie negli ultimi anni, hanno dovuto essere risolte dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. In questo quadro, non si comprende per quale motivo nelle altre materie considerate dal provvedimento l'attribuzione alla competenza della magistratura onoraria sia limitata alle controversie che non presentino «complessità quanto ad attività istruttoria e decisoria, mentre per le sole controversie in materia condominiale l'attribuzione della competenza ai giudici di pace sia prevista senza limiti».
Giovedì 31 la Commissione Giustizia della Camera tornerà a occuparsi del disegno di legge governativo: «Se non muterà l'impostazione emersa nella prima seduta - ha detto Spaziani Testa - il risultato sarà quello di portare all'approvazione un testo che avrà come primo effetto un aumento esponenziale del contenzioso in sede di impugnazione e, più ampiamente, la negazione di una tutela giurisdizionale adeguata in una materia, come quella condominiale, che riguarda la stragrande maggioranza degli italiani».


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