Dalle Associazioni

Confai propone i corsi per i condomìni «fai da te»

«Sono sempre più numerose le persone che scrivono alle associazioni di Consumatori per avere informazioni in merito alle corrette modalità di svolgimento dei corsi di formazione iniziale e di aggiornamento in materia di amministrazioni condominiali». Lo afferma Confai, l’associazione presieduta da Luigi Ciannilli.
Sempre interessanti i comunicati delle associazioni, dicono a Confai, in particolare sulla problematica condominiale tuttora in attesa di numerosi chiarimenti e, in particolare, di controlli sull'applicazione delle recenti leggi e decreti emanati a riguardo: «Per esempio di recente l'ANCI – Associazione dei Comuni d'Italia – pare abbia stilato un protocollo d'intesa, a valere sull'intero territorio nazionale, circa alcuni elementi ‘base' e ‘comuni' riguardanti l'adeguamento dei “egolamenti edilizi. Perché in un tale accordo non viene assunto e inserito l'obbligatorietà – e anche le sanzioni per i non adempienti – per quei condomini che non provvedono ad esporre all'esterno dello stesso la targhetta identificativa dell'Amministratore? Che, tra l'altro, diverse amministrazioni locali hanno confuso con la “targa professionale dell'Amministratore” stesso!!!».

«Tornando alle informazioni richieste alle associazioni di consumatori sulla formazione e professionalità dei partecipanti ai corsi di formazione, iniziali e periodici, per svolgere l'attività – salvo non si tratti dell'amministrazione del condominio in cui si abita - l'importanza, per un “professionista” del settore, di far parte di un'associazione riconosciuta presso il Ministero dello Sviluppo Economico, dà all'amministrato di avvalersi, in caso di insoddisfazione dell'operato svolto, dello “sportello del consumatore”, contemplato dalla L. 4/2013. Le associazioni di consumatori lamentano che si sia creata una giungla nel settore della “formazione” – in cui è possibile trovare corsi online a prezzi stracciatissimi, essendo il vero obiettivo non la “formazione”, ma lucrare su questo novello ‘business'. Allora va anche ricordato che le stesse leggi: n° 220/2012 e 4/2013, come pure il Decreto del Ministero della Giustizia, consentono a coloro che amministrano il proprio condominio (e sull'argomento abbiamo già più volte interpellato il Ministero di Giustizia) di essere esentati sia dalla formazione iniziale che dall'obbligo di aggiornamento professionale annuale come i ‘professionisti'. Perché? Gli amministrati di tali condomini godono di meno diritti rispetto ad un condominio amministrato da un ‘professionista'?
Hanno forse questi “auto-Amministratori” un filo diretto con lo stesso Ministero di Giustizia e con il Ministero dello sviluppo economico per essere tenuti informati circa le novità: fiscali, tributarie, giurisprudenziali, legislative e tecniche che vengono sfornate quasi quotidianamente».
La CONF.A.I. avanza una proposta su questo specifico argomento alle associazioni di consumatori interessate; una proposta da regolamentare con una ‘convenzione' a valere a livello nazionale e sotto il controllo delle stesse associazioni, per i condomini in “autogestione”: tenere, attraverso le sue sedi e/o dalla sede nazionale dell'associazione, la tenuta della contabilità, la ripartizione delle spese, l'aggiornamento sulle novità normative prima elencate. Ma senza assumere responsabilità dirette sulla “titolarità” e “responsabilità” del condominio, identificabile attraverso il ‘codice fiscale' dello stesso, che rimane a capo della “autogestione”.
Chi fosse interessato può contattare Confai alla mail: confai2001@tiscali.it o alla posta pec: confai2001@pec.it o all’indirizzo web www.condominioconfai.it


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