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Controlli a distanza sui dipendenti, rischio di violazioni alla privacy

A tre mesi dalla modifica introdotta dal Jobs Act, molte aziende che utilizzano tablet e smartphone per controllare i dipendenti con approssimazione riguardo alle prescrizioni della nuova disciplina rischiano multe pesantissime. Lo afferma Federprivacy, che invita i datori di lavoro alla prudenza: «Se le aziende dovessero continuare a tergiversare invece di affrontare la questione con la dovuta diligenza, vedremmo purtroppo un'esplosione di vertenze e procedimenti innanzi al Garante della Privacy - afferma il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi - In tal caso, la gestione dei contenziosi diventerà una criticità per chi oggi preferisce chiudere gli occhi e pensare a suo rischio e pericolo che il Jobs Act abbia liberalizzato senza se e senza ma i controlli sui lavoratori».
In che modo le aziende debbano attivarsi per operare correttamente ed evitare le violazioni del Codice della Privacy e dello Statuto dei Lavoratori, lo sintetizza l'avvocato Luca Bolognini, presidente dell'Istituto Italiano per la Privacy: «Con l'innovazione del Jobs Act, tutte le aziende devono fare tre cose prima possibile: innanzitutto, censire gli strumenti per capire cosa richieda ancora autorizzazioni/accordi o no, secondo aggiornare i disciplinari sull'uso degli strumenti e sui controlli, terzo rivedere le policy privacy. Proprio sulla privacy i datori di lavoro rischiano di scivolare in futuro, se non faranno le cose bene, malgrado le maggiori aperture del nuovo art. 4 dello Statuto dei Lavoratori».
Viste le necessità di tracciare un quadro nitido sulla materia, è stato organizzato un workshop per il prossimo 28 gennaio a Milano (in via Chiossetto 20) alle 9,15 su “Privacy e controllo sui lavoratori alla luce dei decreti attuativi del Jobs Act”, promosso da AFGE e Federprivacy, al quale interverranno noti esperti della materia come l'ex Garante Francesco Pizzetti, il presidente dell' Istituto Italiano per la Privacy Luca Bolognini, Antonio Ciccia di Italia Oggi, e l'ex ufficiale dei Carabinieri Angelo jannone.
Nel frattempo, è stato avviato anche un sondaggio online sul sito di Federprivacy, rivolto ai professionisti per conoscere la loro percezione generale circa la nuova disciplina sui controlli a distanza sui lavoratori.


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