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Assoedilizia: detassare l’affitto concordato non stimola gli investimenti nel residenziale

Agevolare fiscalmente il contratto d’affitto concordato non serve a spingere gli investimenti privati nel settore residenziale. Lo afferma Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia: «La via della detassazione del contratto di locazione agevolato non sia la via per incentivare l' investimento del risparmio privato nell'edilizia residenziale, necessario, tanto alla mobilita' abitativa di un paese moderno, quanto alla sua crescita economica». Per Colombo Clerici l'alleggerimento del carico fiscale su quel tipo di contratto «mentre certamente intercetta la logica economica del pensionato che deve ricavare un reddito dalla casa che affitta, non incontra quella dell'investitore che intenda collocare ex novo il risparmio in immobili destinati all'affitto abitativo, per ritrarne un reddito in qualche modo equiparabile a quello derivante dagli investimenti mobiliari. Questi, infatti, è raro che agisca come persona fisica, che miri ad un inquilinato al di sotto del mercato, che si precluda la possibilità di locare a persone giuridiche, che insomma miri a doversi arrangiare, sia pure a fronte di agevolazioni fiscali compensative.
Condizioni queste che devono tutte ricorrere per combinare efficacemente le agevolazioni fiscali derivanti dal regime della cedolare secca con quelle del contratto a canoni concordati.»
Per Assoedilizia, insomma, lo strumento del contratto di locazione agevolato «è una misura in un certo senso di intervento di retroguardia. Serve cioè a “tamponare”, per gli investimenti gia' in essere, gli effetti devastanti dell'attuale carico fiscale. Produce in tal senso, semmai, un freno alla dismissione degli immobili in locazione ma certo non genera nuovi investimenti: in tal senso non e' una misura adatta ad un'azione di avanguardia».
E dunque, conclude Colombo Clerici «quando la categoria dei proprietari immobiliari chiede sgravi fiscali sulle locazioni private e si sente rispondere dal Governo, come sta ormai avvenendo da anni, con misure agevolative rivolte al settore del contratti abitativi concordati, non puo' certo ritenersi soddisfatta. È un primo passo; ma non può rimanere il solo, come purtroppo ormai accade».


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