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Confedilizia: per la casa ci vuole un shock fiscale

Bene l'abbandono della contestatissima tassazione sulla prima casa annunciata dal presidente del Consiglio. Ma, considerata la crescita esponenziale della pressione fiscale, èe' ora necessaria un'azione piu' radicale e generalizzata. Lo afferma il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, in un'intervista all'agenzia Radiocor alla vigilia del convegno del Coordinamento legali dell'organizzazione della proprieta' immobiliare, che si terra' a Piacenza. «L'impegno del presidente Renzi ad eliminare la tassazione sull'abitazione principale, senza distinzioni, e' un passo importante e rappresenta l'inizio di quel cambio di direzione, da noi ripetutamente invocato, rispetto alla politica fiscale di aggressione alla casa iniziata con il Governo Monti ma proseguita con i Governi successivi. Tuttavia - fa rilevare - l'aumento di imposizione verificatosi in questi anni (da 9 a 25 miliardi di sole imposte locali patrimoniali) e' stato talmente esorbitante che per risollevare il settore immobiliare dalla crisi in cui e' sprofondato c'e' bisogno di un vero e proprio shock fiscale, che puo' essere determinato solo da una riduzione generalizzata del carico tributario sugli immobili.»
«Quanto alla local tax - continua il presidente di Confedilizia - se dovesse essere la mera sommatoria di Imu e Tasi, non si vedrebbe in effetti la necessita' di aggiungere un'ennesima denominazione a un quadro di fiscalita' locale che dal 2012 si e' rivelato gia' sufficientemente complicato. Il varo di un nuovo tributo comunale dovrebbe invece coincidere con una modernizzazione del quadro impositivo locale, attraverso il superamento di una fiscalita' territoriale basta su tributi puramente patrimoniali (come l'Imu e la Tasi) in favore di una imposizione legata ai servizi». E ricorda che «come la Confedilizia sostiene da tempo, la tassazione locale dovrebbe insomma essere basata su una vera service tax e quindi su un tributo che sia effettivamente correlato al livello dei servizi forniti dal Comune e che, in quanto collegato ai servizi, sia a carico dei detentori degli immobili e quindi, in caso di locazione, degli inquilini, come avviene all'estero. A questo proposito, l'annunciata eliminazione della quota di Tasi a carico degli occupanti suggerisce due osservazioni: da un lato, il Governo dovra' chiarire che essa non verra' caricata sulle spalle dei proprietari, altrimenti si trattera' di una tassa in meno per alcuni e una in piu' per altri; dall'altro, deve notarsi che la (invero simbolica) quota di imposta a carico degli occupanti degli immobili era l'unica parvenza di tassa sui servizi che la Tasi aveva. Venendo a mancare quella, la Tasi si rivelera' ancor piu' per quello che sin da subito abbiamo denunciato che fosse: un'Imu-bis, un'ennesima patrimoniale'».
Confedilizia promuove inoltre la politica dei bonus fiscali per l'edilizia e suggerisce 'buon senso' negli incentivi concessi sul piano energetico. «Si tratta di uno strumento senz'altro utile - rileva Spaziani Testa - e che ormai costituisce un punto fermo, al di la' dell'entita' della detrazione, variata nel corso degli anni. Piuttosto, e' da notarsi che gli effetti espansivi di una misura del genere hanno un limite che e' dato dalla circostanza che molti soggetti non attiveranno mai interventi edilizi finche' non si creeranno le condizioni per una ripresa del mercato delle compravendite e di quello delle locazioni. Cosa che potra' avvenire solo attraverso un allentamento della morsa fiscale sul settore. Una correzione sarebbe opportuna in realta' sull'altra gamba delle detrazioni, quella relativa agli interventi per il risparmio energetico. E' recente una nuova sentenza di Commissione tributaria che smentisce la tesi dell'Agenzia delle entrate, che la Confedilizia ha messo in dubbio sin da subito, secondo la quale di tale detrazione non potrebbero usufruire le societa' immobiliari di gestione relativamente agli immobili dalle stesse locati. Vista l'importanza degli interventi in ballo, buon senso vorrebbe che alle societa' interessate fosse data certezza sulla possibilita' di applicare queste agevolazioni fiscali».
Il presidente di Confedilizia fa quindi rilevare che non e' solamente il carico fiscale a frenare il settore, anche la burocrazia ha pesanti responsabilita'. '«l mercato immobiliare, come detto, e' bloccato in primo luogo da una fiscalita' oppressiva sul settore. Certamente, pero' - sottolinea - ulteriori ostacoli sono rappresentati dagli oneri extrafiscali collegati agli atti di compravendita e di locazione. Si pensi, ad esempio, alla farraginosita' della normativa sugli attestati di prestazione energetica, gravata anche dalle complicazioni derivanti dalla presenza di una legislazione nazionale e di tante legislazioni regionali, spesse volte in contrasto fra loro. C'e' bisogno di un reale e diffuso intervento di semplificazione della normativa riguardante il settore immobiliare».
E dando uno sguardo alla situazione del credito, Spaziani Testa osserva: «Questo problema e' un riflesso della crisi economica. Finche' non vi sara' una vera ripresa non potranno esservi livelli di erogazione paragonabili con il passato. Ma non credo si possa dare alle banche la responsabilita' di un crollo che ha invece ben altre cause, riconducibili in gran parte ad eccessi di spesa e di tassazione da parte di Stato, Regioni e Comuni».
Confedilizia esprime quindi apprezzamento per l'accantonamento, deciso da Palazzo Chigi, della riforma del Catasto. «Noi - ricorda Spaziani Testa - avevamo chiesto che il Governo non varasse nel luglio scorso, in fretta e furia, un provvedimento che le Commissioni parlamentari non avrebbero avuto il tempo di esaminare adeguatamente per poter fornire meditati pareri su una materia cosi' delicata. Tanto piu' che i testi in circolazione contenevano ancora numerose lacune dal punto di vista della trasparenza e delle tutele dei contribuenti. Abbiamo quindi dato atto al Presidente Renzi di aver preso la decisione piu' opportuna».
L'organizzazione della proprieta' immobiliare segnala inoltre una 'novita' importante' sul versante del contenzioso tributario. «Nell'ultimo testo dello schema di decreto legislativo in materia attuativo della delega fiscale - spiega Spaziani Testa - il Governo ha esteso al contenzioso catastale l'applicazione del nuovo importante principio dell'esecutivita' immediata delle sentenze di condanna in favore del contribuente. Noi avevamo segnalato, nel corso di un'audizione alla Camera, che la prima bozza del provvedimento presentava una discriminazione in questo senso. Siamo quindi molto soddisfatti per la modifica, che sara' accolta con favore soprattutto dai tanti proprietari interessati dalle diffuse attivita' di riclassamento degli immobili eseguite dall'Agenzia delle entrate su impulso dei Comuni. Il prossimo passo, nella direzione dell'ampliamento delle garanzie per i contribuenti, dovra' essere l'introduzione di una tutela giurisdizionale di merito, tuttora assente, sulla congruita' delle tariffe d'estimo e delle rendite catastali attribuite. Quanto al settore delle locazioni, i tempi per il rientro in possesso degli immobili da parte dei proprietari sono ancora troppo lunghi, soprattutto per via di un uso troppo esteso del 'termine di grazia'. L'affitto in Italia e' tuttora fortemente penalizzato anche da una sfiducia nella capacita' dello Stato di tutelare le ragioni dei proprietari nella difesa dei beni sui quali questi hanno investito i loro risparmi».
Spaziani Testa rivolge, infine, un invito al legislatore a intervenire sulla questione delle locazioni non abitative. «Mi riferisco - spiega - all'anacronistico mantenimento, nell'ordinamento italiano, di una normativa fortemente vincolistica e gravemente limitativa dell'attivita' economica, che non ha eguali all'estero: quella riguardante le locazioni di immobili ad uso diverso dall'abitativo, tuttora regolata, salvo una limitatissima eccezione per pochissimi grandi soggetti, da una legge risalente a ben 37 anni orsono, la n. 392 del 1978 (la cosiddetta legge sull'equo canone). Si tratta di una normativa che gia' da molti anni risulta fuori dal tempo, per le rigidita' che determina in rapporti contrattuali fondamentali per l'esercizio dell'attivita' economica e di impresa, in particolare nel settore del piccolo commercio e dell'artigianato. Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio di porre attenzione anche a questa ingessatura della legislazione italiana. E la sede piu' adatta e' il disegno di legge sul mercato e la concorrenza, che fra poco sara' discusso in Aula alla Camera». E annuncia: «Di questi e di altri temi parleremo sabato a Piacenza in occasione del convegno del Coordinamento legali della Confedilizia. Un appuntamento tradizionale, giunto quest'anno alla sua venticinquesima edizione, che all'approfondimento di temi riguardanti le locazioni e il condominio affianca uno spazio dedicato al dibattito sui temi di maggiore attualita' relativi al settore immobiliare, con la presenza di esponenti del Parlamento e del Governo. Un incontro che vede ogni anno la partecipazione di esponenti delle oltre 200 Associazioni territoriali della Confedilizia, diffuse su tutto il territorio nazionale».


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